Come leggere l’etichetta

Come leggere l’etichetta

PARAMETRI INDICATORI, CHIMICI E CHIMICO-FISICI:

  • Temperatura: la temperatura delle acque superficiali varia a seconda della latitudine, delle stagioni, delle diverse ore del giorno. Può influenzare vari aspetti dell’ acqua, sia microbiologici, in quanto una temperatura elevata favorisce la crescita di microrganismi, sia organolettici perché in genere un’acqua fresca è più gradevole al palato di quella calda. Una temperatura elevata può aumentare inoltre i problemi di colore, odore e corrosione. La temperatura ottimale è quella compresa tra i 9 e i 12 °C, ma non esiste comunque un limite di legge.
  • pH: è un parametro indicatore; stabilisce se una soluzione è acida, neutra o basica. È misurata su una scala da 0 a 14, dove 7 indica lo stato di neutralità. E’ il primo parametro che può evidenziare un eventuale stato di alterazione dell’acqua esaminata.Il D.Lgs. 31/2001 prevede che il valore rimanga compreso tra 6,5 e 9,5.
  • Torbidità: è dovuta alla presenza nell’ acqua di materiale particolato e organismi biologici. Tutte le acque naturali sono torbide, quelle superficiali in misura maggiore rispetto alle più profonde. Attraverso i processi di potabilizzazione la torbidità viene ridotta drasticamente. È un parametro importante: le sue caratteristiche influenzano altri parametri come colore, odore, sapore. La torbidità deve essere la più bassa possibile, non sono comunque previsti dei valori guida.
  • Colore, Odore, Sapore: il colore di un’ acqua è dovuto alla presenza di ioni metallici, sostanze organiche e scarichi industriali, il cambiamento improvviso del colore dell’acqua, può rappresentare un principio di contaminazione. Non sono proposti valori guida per questo parametro.Odori e sapori dell’ acqua possono essere generati da varie sostanze: costituenti biologici, chimici, inquinanti di origine umana ecc. In generale l’ odore e il sapore dell’acqua non rappresentano un pericolo per il consumatore, inoltre la percezione di odori e sapore varia notevolmente da persona a persona,a seconda del grado di sensibilità individuale. Tuttavia, sono parametri importanti da considerare, perché indicano che può essersi verificato qualche problema di inquinamento o malfunzionamento dell’ impianto di trattamento o nel sistema di distribuzione, soprattutto se compaiono variazioni improvvisi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha stabilito un valore guida.
  • Residuo fisso 180°C: rappresenta il contenuto di Sali minerali totali presenti nell’acqua.La presenza di sali è indispensabile ai fini della potabilità, in quanto l’organismo umano ha assoluto bisogno di una certa loro quantità nell’acqua che introduce. Un’eccessiva quantità di sali minerali è comunque dannosa, sia perché rende le acque troppo dure sia perché può alterarne i caratteri organolettici.
    Il valore massimo consigliato del residuo fisso (determinato a 180 °C ) è di 1500 mg per litro
  • Conduttività elettrica: è un parametro che dipende dal Residuo Fisso. Esprime il contenuto di Sali minerali dell’acqua. I Sali disciolti nell’acqua consentono il passaggio di corrente elettrica. Tanto più elevata è la concentrazione di Sali, tanto maggiore sarà la conducibilità.
    Limite di legge D.lgs.n°31/2001: 2500 µS cm-1 a 20°C.
  • Durezza: è la misura dei Sali di calcio e magnesio presenti nell’ acqua. Per la durezza non esiste un limite di legge, ma un intervallo compreso fra 15 e 50°F (gradi francesi). Una durezza molto elevata potrà determinare solo variazioni nel gusto dell’acqua, ma non problemi di salute.
  • Disinfettante residuo: l’ acqua viene disinfettata con Biossido di Cloro (durante il trattamento di potabilizzazione) e Ipoclorito di sodio durante il trasporto nelle condotte, per garantire il mantenimento della qualità in tutta la rete di distribuzione. Il disinfettante residuo nell’ acqua viene costantemente controllato affinché rimanga al di sotto del valore guida del D.Lgs 31/2001 (0,2 mg/L). Ciò nonostante, il cloro residuo ha una soglia di percezione del sapore e odore, la sua presenza può quindi essere percepita, anche a concentrazioni molto basse, da parte di individui più sensibili. La soglia di percezione è comunque ampiamente sotto il limite consentito, di conseguenza non reca nessun danno alla salute.
  • Calcio: è il minerale più diffuso dell’ organismo ed è un elemento indispensabile per la vita.Componente fondamentale per la crescita delle ossa e della formazione dei denti.
    Con l’acqua si apporta un contributo fondamentale al fabbisogno quotidiano di calcio.
    L’acqua ricca di calcio è consigliata durante la gravidanza, nell’età della crescita o in età avanzata per combattere l’osteoporosi. Da preferire indubbiamente, a un’ acqua ricca di sodio.
    Non è previsto un limite di legge.
  • Magnesio: contribuisce insieme al Calcio alla durezza totale dell’ acqua. È indispensabile per l’organismo, entra a far parte di molti sistemi metabolici interagendo con molti ormoni e fattori di crescita. La sua carenza può ridurre il tono muscolare e causare crampi. Il magnesio si trova in quasi tutti gli alimenti e bevande e anche l’ acqua contribuisce al fabbisogno giornaliero, in quanto in forma solubile è facilmente biodisponibile.Il Decreto legislativo n°31/2001 non prevede un limite nell’ acqua potabile.
  • Sodio: è un elemento essenziale per il metabolismo, poiché serve al mantenimento del bilancio idrico e alla regolazione osmotica tra i componenti intra ed extra-cellulari. La sua diminuzione può far insorgere stanchezza e crampi muscolari. Se assunto in eccesso è dannoso, è un fattore di rischio per l’ ipertensione arteriosa.Limite di legge D.lgs.n°31/2001: 200mg/L.
  • Potassio: indispensabile per l’ organismo. Il fabbisogno giornaliero può essere garantito con l’alimentazione, poiché è presente in molti cibi e bevande, in forma ionica, facilmente assimilabile. Favorisce la contrazione muscolare e la conducibilità dello stimolo nel sistema nervoso, aiuta a combattere la ritenzione idrica, protegge i capelli e la pelle.La normativa vigente non prevede un limite di legge.
  • Nitrati: sono presenti nelle acque sia per effetto di fenomeni naturali (decomposizione di materiale organico contenente azoto animale e vegetale), sia come conseguenza dell’ attività dell’ uomo (utilizzo di fertilizzanti in agricoltura). Limite di legge 50 mg/L.
  • Solfati: sono sali contenenti zolfo e sono normalmente presenti nell’ acqua in seguito al passaggio attraverso le rocce. Possono avere effetti benefici a livello gastrico – intestinale, poiché determinano effetti antispastici e antinfiammatori. Un’ elevata assunzione di solfati però, può causare fenomeni di disidratazione e in casi estremi effetti lassativi.Limite di legge D.lgs. n°31/2001: 250 mg/L.
  • Cloruri: sono sali contenenti cloro; possono essere di origine geologica, cioè derivare dalla dissoluzione di rocce contenenti cloruri, oppure di origine antropica (reflui urbani e industriali, scarichi contenenti contaminazioni saline, fertilizzanti). Importanti per l’ organismo umano, contribuiscono all’ attività osmotica dei fluidi cellulari.Limite di legge D.lgs.n°31/2001: 250mg/L.
  • Fluoruri: Il fluoro è un elemento diffuso in natura, dove non si trova allo stato elementare, a causa della sua reattività, ma sotto forma di fluoruri in molti minerali. È un elemento essenziale per l’ uomo e gli animali, ma è necessaria un’ idonea assunzione giornaliera. Il cibo rappresenta la fonte più importante dell’introito; l’acqua potabile e il dentifricio danno un minore contributo. A basse concentrazioni presenta effetti protettivi verso la carie dentale specialmente nei bambini.Limite di legge D.lgs.n°31/2001: 1,50 mg/L.
  • Bicarbonati: sono naturalmente presenti nell’ acqua per attraversamento di rocce calcaree.Associati ad altri minerali (presenti in percentuale maggiore rispetto ad altri) come calcio, sodio, magnesio e potassio, conferiscono qualità diverse all’acqua.
    Nel nostro caso il Calcio è preponderante rispetto agli altri minerali. Un’ acqua bicarbonato-calcica favorisce la digestione, tampona l’acidità gastrica e svolge una buona azione diuretica.
    La normativa non prevede un limite di legge.
  • Alcalinità: molto spesso viene ricercata anche l’ alcalinità. Essa rappresenta il contenuto di Carbonati, Bicarbonati, Idrossidi e altri Sali, che sono in grado di mantenere il pH dell’ acqua costante. Non è pericolosa per la salute umana e quindi la legislazione italiana sulle acque potabili non fissa un particolare valore guida od un valore massimo ammissibile per questo parametro.Sono inoltre ricercati molti altri parametri tra cui sostanze indesiderabili come Ferro, Ossidabilità, Ammonio ecc, e sostanze tossiche, in particolar modo i metalli pesanti come Cadmio, Cromo, Piombo (Trialometani e Clorito) ecc.,per garantire la salubrità e la qualità dell’ acqua.

Nel nostro caso tutti i parametri ricercati si mantengono entro i limiti disposti dalla legge.

PARAMETRI MICROBIOLOGICI:

il controllo microbiologico della qualità igienica delle acque si basa sulla quantificazione e identificazione di gruppi di microrganismi, chiamati indicatori, che forniscono informazioni utili sul tipo di inquinamento. I parametri microbiologici di base che sono pertanto ricercati sono:

  • Valutazione carica microbica a 22 °C e a 36 °C : Permette di rilevare un gruppo eterogeneo di microrganismi che hanno diverse capacità metaboliche e richieste nutrizionali. Utile per monitorare l’acqua e controllare che la carica microbica normalmente presente non subisca variazioni.Il conteggio delle colonie a 22°C mette in evidenza i microrganismi che si trovano naturalmente nell’acqua, ed è utile per valutare l’efficacia dei trattamenti eseguiti.
    Il conteggio delle colonie a 37 °C invece,mette in evidenza i batteri di origine animale, che possono rappresentare un possibile rischio di contaminazione fecale.
  • La ricerca e la quantificazione degli indicatori di inquinamento fecale (Batteri coliformi, Escherichia coli, Enterococchi, Clostridium perfringens,): nelle acque destinate al consumo umano, è obbligatoria la loro assenza. Avendo diversa capacità di sopravvivenza nell’ ambiente esterno, questi microrganismi ci permettono valutazioni temporali dell’ inquinamento se presente.
  • I Batteri coliformi racchiudono sia specie che vivono nell’ intestino dell’ uomo e degli animali, sia specie che si sviluppano in ambienti esterni come le acque, suoli e vegetali. Si dividono perciò in coliformi totali e coliformi fecali. La presenza di coliformi totali suggerisce un rischio potenziale in quanto indicano che l’ acqua è stata esposta a inquinamento fecale o ambientale.(Limite di legge: 0 UFC/100ml)
  • L’Escherichia coli appartiene al gruppo dei coliformi fecali. È il primo parametro da valutare nel programma di monitoraggio dell’ acqua, in quanto è presente in grande quantità nelle feci di uomini e animali a sangue caldo. È definito come patogeno opportunista, fa parte abitualmente della flora microbica intestinale ed ha un ruolo fondamentale nel processo digestivo; quando si trova, però al di fuori del suo habitat esplica la sua patogenicità. Se l’Escherichia coli viene riscontrato nelle acque si parla di inquinamento in atto. La presenza di E.coli nelle acque destinate al consumo umano, nelle acque di piscina, di balneazione e negli alimenti costituisce una non conformità delle stesse, È OBBLIGATORIA PERCIÒ, LA SUA ASSENZA.(Limite di Legge: 0 UFC/100 ml).
  • Enterococchi: la presenza di enterococchi nelle acque destinate al consumo umano è indice di contaminazione fecale. Vivono abitualmente nel tratto intestinale dell’ uomo e degli animali, ma sono anche largamente diffusi in natura (acqua, suolo,piante). La vasta diffusione di questi batteri nell’ ambiente dipende dalla loro capacità di sopravvivere a svariate condizioni ambientali. Quando gli enterococchi sono riscontrati nelle acque, si parla di una contaminazione fecale di epoca recente. È OBBLIGATORIA LA LORO ASSENZA.(Limite di legge: 0 UFC/100 ml).
  • Clostridium perfringens: popolano gli strati superficiali del suolo e sedimenti. Alcune specie vivono nell’ intestino di alcuni animali, compreso l’ uomo. Producono delle forme cellulari specializzate per sopravvivere in condizioni sfavorevoli, le spore. Queste forme di resistenza sono presenti nelle feci umane e di animali, tendono ad accumularsi e sopravvivere a lungo nell’ ambiente: sono indice di inquinamento remoto. La sua determinazione è considerata un buon supplemento per la valutazione di acque clorate, scarichi industriali e acque reflue. Anche per i clostridi è OBBLIGATORIA L’ ASSENZA NELLE ACQUE POTABILI.(Limite di legge: 0 UFC/100 ml).

Tutti i parametri rientrano ampiamente entro i limiti del Decreto legislativo. La sicurezza igienica dell’acqua è pertanto garantita.

L’ Autorità Sanitaria competente può inoltre effettuare la ricerca di altri parametri accessori come: gli Stafilococchi patogeni, lo Pseudomonas aeruginosa e gli Enterobatteri patogeni, Alghe, Funghi, Protozoi ecc.